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Recovery fund, senza esito il vertice in Olanda. Conte: "Clima ottimo …

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Recovery fund, senza esito il vertice in Olanda. Conte: "Clima ottimo …

11 luglio 2020 "Non cè piena convergenza" queste le prime parole con cui il premier Giuseppe Conte ha commentato lincontro con il suo omologo olandese …

Recovery fund, senza esito il vertice in Olanda. Conte: “Clima ottimo ma convergenza non piena” – Rai News

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2020/07/11 07:41

Verso il Consiglio UE
Recovery fund, senza esito il vertice in Olanda. Conte: “Clima ottimo ma convergenza non piena”
Si sposta sul tema delle condizioni e dei vincoli, la battaglia sul recovery fund. Conte: “Non imbrigliare con regole burocrazia”. “Pronti a fare le riforme, ma non ad infittire la proposta di condizionalità”. Roma teme i veti dei partner

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11 luglio 2020″Non c’è piena convergenza” queste le prime parole con cui il premier Giuseppe Conte ha commentato l’incontro con il suo omologo olandese Mark Rutte all’Aja. Al di là delle frasi di ottimismo di circostanza, il presidente del consiglio ha dovuto ammettere che la posizione dei paesi cosiddetti ‘frugali’ non si è lasciata ammorbidire per quanto riguarda la costruzione del recovery plan.

I Paesi Bassi, Danimarca, Austria e Svezia sono i paesi che si oppongono al recovery plan così come è stato congegnato dalla Commissione europea, ovvero 750 miliardi suddivisi fra 500 di sussidi e 250 di prestiti. e di cui i 27 leader discuteranno al vertice della prossima settimana. Questi Stati, considerati i più ‘rigoristi’, vogliono abbassare l’ammontare totale del fondo e, in particolare, gli aiuti a fondo perduto. Si oppongono poi a una massiccia raccolta di soldi sul mercato e all’introduzione di nuove tasse. In particolare, poi, stanno cercando di ridurre il proprio contributo al nuovo bilancio europeo.

Rutte, portavoce dei Paesi frugali, ha più volte ripetuto che i fondi del recovery plan siano legati alle riforme, perché in passato “abbiamo già sentito promesse”. “Se infittissimo il recovery plan di condizionamenti, di varie previsioni che avrebbero l’effetto di rallentare questa ripresa, il rischio è quello di rendere inefficace il recovery plan. Non è certo questo lo spirito con cui stiamo lavorando a questo progetto e dobbiamo evitare di lasciarci imbrigliare nella burocrazia”, ha sottolineato il capo del governo.

“Un buon modo di prepararsi per un Consiglio europeo è parlare con i miei colleghi europei. Ecco perché ho accolto il primo ministro italiano Giuseppe Conte per una cena di lavoro all’Aja”. Ha twittato Rutte. “Abbiamo discusso del nuovo bilancio Ue e della recente proposta per un fondo europeo per la ripresa”, ha aggiunto.    La discussione è avvenuta al tavolo del ristornate italiano Impero romano, il preferito del premier olandese, e si è conclusa con una foto di Rutte con una bandiera tricolore. Gli elementi di incertezza restano pero’ tanti.     A fare da mediatore è stato anche il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, che ha proposto di ridurre il budget per il 2021-2027 a 1.074 miliardi di euro, il 2,36% in meno rispetto a quello indicato dalla Commissione europea, ma anche di mantenere il Recovery fund a 750 miliardi.

La proposta di un bilancio Ue da 1.074 miliardi per il settennio 2021-2027 si colloca a metà strada tra quella della Commissione (attorno a 1.100 miliardi) e quanto ipotizzato da Austria, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca (circa 1.050 miliardi). Michel ha chiesto anche di confermare gli sconti che ricevono sul loro contributo al bilancio dell’Ue i Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Austria e la Germania perché versano a Bruxelles più di quello che ricevono con i vari programmi.       A complicare ulteriormente il quadro è stata l’elezione, a sorpresa, del ministro delle Finanze irlandese, Paschal Donohoe, alla presidente dell’Eurogruppo, che ha battuto la super favorita ministra spagnola Nadia Calvino. L’economista spagnola aveva il consenso dei ‘big four’ della zona euro, Germania, Francia, Italia e Spagna, che rappresentano circa l’80% del Pil dell’area. Ma il sostegno del fronte dei Grandi non e’ stato sufficiente a farle ottenere la vittoria.

Obiettivo dei rigoristi è anche lasciare che siano i governi a controllare, come proposto dal che ha chiesto che siano i 27 capi di stato e di governo ad esprimersi a maggioranza qualificata su una valutazione della Commissione Europea per gli stanziamenti.

Se passasse la linea espressa da Mark Rutte, per il governo italiano il rischio diventerebbe insomma di dover vincolare i 170 miliardi che potrebbero arrivare dall’Ue a condizionalità che rischiano di essere impegnative come quelle del Mes. Nei prossimi giorni Conte vedrà la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, Emmanuel Macron.

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